Era rimasto accucciato tutto il tempo, con naturalezza, mentre fissava Glory con un sorrisino accennato e l'aria tranquilla, non di chi è superiore, ma di chi affronta una piacevole conversazione ed è compiaciuto nell'aver trovato un'altra persona in grado di saper pensare. Per Brian il mondo era molto semplice, nonostante odiasse gli schemi: c'era di non sapeva di saper pensare, chi iniziava a farlo, chi lo faceva dietro uno sguardo superficiale ed una risata. Lui stesso sapeva essere superficiale, lo era nel suo Essere, eppure anche se sapeva che non avrebbe mai trovato l'equilibrio giusto, superficialità e profondità erano parti di ognuno, anche di lui. Di Glory, in questo caso.
Sorrise cortese, puntinellando un gomito sul banco e tenendosi il mento tra le dita, sul palmo della mano; riprese a guardare Glory, con attenzione, volgendo anche il capo verso di lei. Oh, anche per lui quella conversazione era interessante, non aveva problemi a farlo notare anche nelle sue espressioni.
« La verità è noiosa, banale, prevedibile. Per noi, però, forse è prevedibile anche una bugia, sapendo come spesso intendiamo la verità. » riflettè, spostando solo lo sguardo, in alto, a fissare chissà cosa.
« Però credo che ci perderemmo troppo a parlare di una cosa simile, finirebbe tutto ad incentrarsi sulla relatività. » accennò una piccola risata, e gli occhi chiari tornarono a guardare quelli di Glory.
« Dimmi una bugia. » la invitò, poi, con un sorrisino divertito, sì forse malizioso, ma che aveva in sè anche quell'infantile curiosità tipica di un bambino troppo curioso.

« Cuore infranto? Tradita? Usata? Mettiti un pò di rossetto e matita nera agli occhi e vedrai come stai bene. »
{ K.A. Rowland }
Shaw era qualcosa di tanto particolare e insolito da risultare inconfondibile. [...] c'era qualcosa, in Shaw, di ambiguo e osceno, che non andava però ad intaccare la delicatezza e l'eleganza dei suoi atteggiamenti. Era un controsenso ambulante, quel ragazzo: la volgarità conferitagli da quegli occhi contorniati di nero e dalle unghia smaltate, così insolite per un ragazzo, erano poi bilanciate dal colore limpido degli occhi, dalla minutezza dei lineamenti.
{ Glory Hale ♪ }
Lo conosceva – diciamo che il suo modo di vestire arrivava agli altri prima ancora di lui – e, in passato, l’aveva citato diverse volte in qualche suo articolo, ridicolizzandolo.
Ciononostante Brian Shaw non se ne era mai fregato nulla: imperterrito, aveva continuato comunque a vestire come voleva, a mostrare al mondo il lato forse più intimo del suo carattere con una disinvoltura che quasi terrorizzava.
Era, in parole povere, un genio. Uno dei pochi a cui veramente non interessava nulla di ciò che la gente pensasse. [...]
Shaw sembrava proprio voler urlare “fottiti, mondo!”.
Che si fottesse, allora.
{ Riky Teylor ♪ }
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